Il mago di Oz Recensione

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Come per arrivare nella Citt di Smeraldo, anche per guardare Il Mago di Oz nel 2016 ci vogliono cervello, cuore e coraggio. Non solo lo Spaventapasseri, ma anche lo spettatore che si accosta a questo classico del 1939 - che nella carriera del regista Victor Fleming precede niente di meno che il film dei film, Via col Vento - ha bisogno di usare la testa: quella che oggi ci sembra una favola coloratissima e un po' freak, settantasette anni fa era gi un colossal di dimensioni imponenti; una produzione gigantesca che ha sperimentato nel campo della tecnica cinematografica, degli effetti speciali, della musica e della recitazione. Due Premi Oscar, il riconoscimento Unesco e parecchie posizioni nelle classifiche AFI dei 100 film del secolo. Serve cervello ma, come insegnano l'Uomo di Latta e il Leone, servono anche cuore e coraggio: perch da un tornado come quello che scaraventa Dorothy a Oz ci siamo passati un po' tutti; e tutti, infine, siamo stati felici di tornare a casa.

Come in Via col vento, anche ne Il Mago di Oz Victor Fleming preceduto alla regia da George Cukor (Piccole donne, Il diavolo femmina): ancora prima che in Rossella O'Hara, "il regista delle donne" trova in Dorothy un'affascinante pro tagonista. Una bambina intrepida, che vive un viaggio eccitante e pericoloso in compagnia di tre maschi imperfetti. Anche quando la regia passa a Fleming - regista notoriamente maschilista - il centro della storia resta Dorothy. Grazie a lei i sui compagni di viaggio ottengono ci che desiderano e grazie a lei pu realizzarsi la grande celebrazione dei temi americani della casa (There's no place like home), della terra, della "posizione sociale". Come Via col vento, Il Mago di Oz la storia di un ritorno a casa e un woman's film a tutti gli effetti.

Ma soprattutto una pellicola onirica, lisergica, a tratti inquietante. Dorothy una novella Alice, le cui allucinazioni per sono molto pi reali e incarnano tutti i suoi incubi maggiori: perdere la casa, allontanarsi dalla famiglia e dagli amici, dover difendere il suo amato cane da una strega crudele. E, a pensarci bene, alla povera Dorothy ne succedono di tutti i colori: prima una catastrofe naturale, poi svariati omicidi; inoltre viene drogata, rapita e ingannata. Per non parlare delle morti atroci delle streghe. Forse per questo Il Mago di Oz amato da tutti i pi grandi visionari del cinema, da Tim Burton a David Lynch, che in Cuore Selvaggio vi dedica il suo pi appassionato omaggio.

pubblicata il 14-12-2016

 

Il mago di Oz citazioni

Come fai a parlare se non hai il cervello?

 

Il mago di Oz curiosità

A. Arnold Gillespie, il mago degli effetti speciali a Hollywood negli anni Trenta, ha lavorato a Il Mago di Oz.

 

Il mago di Oz commenti

 
 
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