La bella e la bestia (Disney) Recensione


Prima che gli Academy Awards decidessero di estendere il numero di candidati per il miglior film a dieci pellicole, includendo ai nominati grandi capolavori come Up! e Toy Story 3, un solo lungometraggio era riuscito ad entrare nella cinquina dei migliori film. Si tratta de La bella e la bestia, 30° classico di casa Walt Disney, tratto dall'omonima fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, dalla quale eredita la trama di fondo e gran parte dei personaggi. Trattandosi, tuttavia, di un film per famiglie, Roger Allers - che ha curato il soggetto - ha dovuto rendere la fiaba più consona ai valori rappresentati dalla famosa casa di produzione americana, senza intaccare tuttavia la qualità del testo originale.

In un paese sperduto della Francia, la giovane Belle vive con il padre inventore, Maurice. Accanita lettrice e dotata di una fervida immaginazione, la ragazza si sente continuamente un'estranea e sogna di vivere un'avventura simile a quelle che legge nei libri che ama. Tuttavia, grazie alla sua bellezza, Belle riesce a catturare l'attenzione dell'adone del villaggio, Gaston, un ragazzo rozzo e viziato, abituato ad ottenere sempre quello che vuole. La routine di questa piccola comunità cambia quando Maurice, partito per una fiera di inventori, si perde in una lugubre foresta. Qui, per sfuggire al freddo e ai lupi, si rifugia in un castello, dove fa la conoscenza di Lumiére - un candelabro parlante - e di Tokins - un'orologio dalla favella erudita. Ma l'incontro con il padrone del castello, la bestia, lo condanna alla prigionia. Venuta a conoscenza del triste destino del padre malato, Belle parte alla volta del castello e si offre prigioniera al posto di Maurice. Ben presto la ragazza capirà di essere finita all'interno di un luogo incantato; la bestia, infatti, altri non è che il principe del castello, trasformato da una fata in un mostro per via del suo carattere malvagio ed egoista. Solo il vero amore potrà restituirgli il suo aspetto, a patto che la bestia impari ad amare e a farsi amare prima del suo ventunesimo compleanno.

Vincitore di 2 premi oscar e di 3 Golden Globe, La bella e la bestia di Gary Trousdale e Kirk Wise rientra in quella serie di pellicole destinate a lasciare un ricordo indelebile fra i racconti di celluloide. La storia d'amore tra Belle e il principe Adam ha plasmato, nell'ultimo ventennio, l'immaginario sentimentale di migliaia di spettatori, riuscendo ancora a spargere il suo incantesimo d'amore sulle nuove generazioni. E l’amore è il nodo fondamentale di questo racconto. Walt Disney, da sempre impegnato a rilanciare messaggi e valori positivi, fa delle proprie eroine, giovani donne libere dall'oppressione maschile e da una cultura prevalentemente patriarcale. Nel 1989 con La Sirenetta, in cui una ragazza si fa artefice del proprio destino e poi, appunto, con La bella e la bestia, in cui la miglior dote di Belle è proprio quella di andare oltre le apparenze, riuscendo a cogliere l’essenza di una persona. Per quanto questo messaggio possa apparire demodé, non va dimenticato il merito di questo classico Disney di aver veicolato il significato del «non lasciarsi ingannare dalle apparenze, perché la vera bellezza si trova nel cuore» in una sceneggiatura che non mostra un'ombra d'imperfezione: i personaggi principali sono ben caratterizzati, ognuno con un proprio stile linguistico ben definito. I dialoghi sono spumeggianti, divertenti, con un ritmo che impedisce allo spettatore di distrarsi.

Quello che rende grande e "classico" questo film del 1991, tuttavia, non deve essere ricercato solo nel messaggio di fondo, ma soprattutto in due elementi: l’animazione e la colonna sonora. Per quanto riguarda il primo punto, Linda Woolverton, responsabile del reparto, sembra essersi ispirata allo stile patinato e colorato di Broadway, in particolar modo alle coreografie teatrali curate da Busby Berkeley negli anni ’30 e ’40. Va detto che lo stile – che si basa molto sulla computer grafica – risulta più convincente nei personaggi antropomorfizzati rispetto agli esseri umani. Non c’è niente, infatti, che possa reggere il confronto con la magia che anima Lumiére, Tokins e Mrs. Brick, ed ovviamente la Bestia. Per quanto riguarda le musiche, Alan Menken(che aveva già curato le musiche de La Sirenetta) e Howard Ashman, hanno creato un vero musical teatrale, con numeri musicali coreografati alternati a scene più o meno lunghe di recitativo, secondo quanto poi successivamente teorizzato da Rick R. Altman nel suo libro The American Film Musical. I due musicisti premi Oscar sono stati in grado, con questo film, di creare dei capolavori senza tempo, come l'omonima The Beauty and The Beast. Una pellicola, dunque, perfetta in ogni sua minima componente tecnica e narrativa, che ammalia il pubblico e lo trascina in una dimensione onirica dalla quale, una volta entrati, è pressoché impossibile uscirne.

pubblicata il 12-05-2011

 

La bella e la bestia (Disney) citazioni

Oh Gaston, sei così primordiale... - Grazie!

 

La bella e la bestia (Disney) curiosità

Il film ha vinto un golden globe come miglior film, e due per la miglior colonna sonora e la miglior canzone

 

La bella e la bestia (Disney) commenti