La città incantata Recensione

4 4 4 4 4
 

Chihiro è una bambina di dieci anni e, come tutti i bambini di quell'età, sa essere capricciosa e viziata. Un giorno, nel bel mezzo di un viaggio insieme ai genitori, si imbatte in un piccolo paese sperduto nel verde, pieno di dolcissime prelibatezze gastronomiche a cui è ben difficile resistere. Ne sanno qualcosa i genitori di Chihiro che, a forza di mangiare, finiscono con il trasformarsi in dei maiali. La piccola, allora, si ritrova di colpo sola in un mondo che non conosce e che non sembra essere governato dalle stesse regole dell'universo da cui proviene. L'unico alleato di cui Chihiro può fidarsi è Haku, che sembra prigioniero a sua volta, legato ai capricci della strega Yubaba. Ben determinata a salvare i genitori, per la protagonista non resta altra soluzione che rimanere nella città incantata, trovare un lavoro e cercare di crescere nel più breve tempo possibile, tra ostacoli da superare, misteriose creature e un'amicizia pronta a sbocciare.

Ormai il nome di Hayao Miyazaki è diventato sinonimo di qualità anche in occidente, sebbene l'arte del maestro d'animazione giapponese abbia impiegato anni a raggiungere il grande pubblico. Persino La città incantata, a oggi uno dei suoi film più conosciuti al mondo, anche grazie ai riconoscimenti ottenuti dalla critica, ha faticato non poco a superare i confini culturali. Ma l'animazione personalissima di Miyazaki in questo film trova forse il suo manifesto massimo.

Ne La città incantata, infatti, ricorrono tutti quegli elementi che hanno rappresentato una sorta di status quo nella produzione del regista e che ne hanno formato in qualche modo non solo lo stile, ma anche – e soprattutto – la poetica. Da una parte la condanna allo sfrenato consumismo, che in questo caso viene simboleggiato palesemente dalla trasformazione degli ingordi genitori in maiali senza senno; dall'altra l'inno sempre presente alla natura, che qui assume un ruolo avvolgente, quasi allucinatorio. Il tutto accompagnato dalla solita, ottima colonna sonora di []Joe Hisashi[], diventato negli anni una sorta di alter ego del regista, compositore in grado di rendere in suono quello che Miyazaki realizza per immagini.

Proprio come gli altri film che lo hanno preceduto e che lo hanno seguito, anche La città incantata pone al centro della propria narrazione una figura a metà strada tra l'infanzia e l'adolescenza, un essere in divenire che deve ancora capire quale sia la strada da intraprendere. Chihiro non sa ancora chi é, né sa di cosa è capace. Il percorso all'interno della città incantata non si limita a una sorta di sogno a occhi aperti, una favola magica e misteriosa, ma è anche l'occasione per crescere, per prendere in mano la propria vita. Chihiro impara così a comportarsi da adulta, ad abbandonare tutti i suoi vizi più fastidiosi e le convinzioni sbagliate che le venivano da un mondo, ancora una volta, superficiale e consumista. Così la bambina che entra nel tunnel all'inizio del film si arricchisce non solo di amici, ma anche di quella poetica presa di coscienza che rappresenta il momento della crescita di ognuno di noi. E che, nel cinema di Miyazaki, è sempre la pietra intorno a cui tutto viene costruito. La gemma, insomma, in grado di commuovere lo spettatore.

pubblicata il 01-01-2017

 

La città incantata citazioni

Non avere paura, sono il maestro Haku. Voglio soltanto aiutarti.

 

La città incantata curiosità

“La città incantata” è stato premiato con l'Oscar come miglior film d'animazione.

 

La città incantata commenti

 
 
Questo sito utilizza i cookies. I cookies vengono impiegati per migliorare l'esperienza utente e per analisi web. Leggi la dichiarazione sulla privacy. Ho capito
ping fast  my blog, website, or RSS feed for Free