Per favore, non mordermi sul collo! Recensione

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Bram Stoker nella sua celeberrima opera ha raccolto gli oscuri e arcani misteri di quelle carpatiche creature maledette legate atavicamente da un’inestinguibile e sanguigna arsura. Quella bramosia, quella cupidigia nel nutrirsi del vivido e pulsante calore umano, č l’impulso mitologico che viene tramandato, raccontato attraverso le generazioni al lume di candela o al tepore di tizzoni appena ardenti. Dal conte Dracula iniziatore della stirpe demonica, al fantomatico e apocrifo Orlok di Murnau, fino allo sguardo magnetico di Bela Lugosi e ai proseliti di Tod Browning, le saghe vampiresche non hanno mai esaurito la loro carica di fascinazione e insieme di suggestione. Ma che succede se in luogo dell’ardimentoso Van Helsing, un attempato vampirologo e il pernicioso aiutante (tutt’altro che d’aiuto in realtŕ) fanno visita al tetro e leggendario castello transilvanico?

Il professore Abronsius (Jack MacGowran) e il suo assistente Alfred (Roman Polanski) giungono in Transilvania per studiare il fenomeno del vampirismo. Accolti in una gelida e angusta locanda, i due si accorgono che gli abitanti del luogo temono e celano una misteriosa minaccia, scongiurata da teste d’aglio e crocifissi. Quando in piena notte la figlia del locandiere viene rapita da una creatura sanguinaria, i due insoliti e sgangherati forestieri, muniti di armi ad hoc – paletto di legno e martello – e istruzioni per l’uso, si metteranno sulle loro tracce, fino a giungere nell’inquietante dimora di “sua eccellenza”, il conte Kroloc (Ferdy Mayne). Tra le cupe camere e i profondi corridoi del castello affronteranno ripetute peripezie nel tentativo di porre fine alla stirpe dei vampiri, mettere in salvo la bella Sarah (Sharon Tate) e fuggire a gambe levate dalla morsa assetata e incombente dei ferini fotofobi, il cui abbraccio lascia sul collo delle vittime un inconfondibile e nefasto segno.

Girato in parte negli studi inglesi della MGM, e sostenuto da ingenti fondi americani, il primo film a colori di Roman Polanski rappresenta una boccata d’aria dalle soffocanti e alienate atmosfere messe in scena nella filmografia degli albori (come Repulsione di appena due anni prima). E se il tema dell’isolamento persiste in qualche modo (un castello teatro di dinamiche drammaturgiche era anche in Cul-de-sac), cosě come le atmosfere crepuscolari e alcuni epicentri di tensione, in The Fearless Vampire Killers a dominare č soprattutto un elegante intento umoristico, che dissacra in parte la mitologia vampiresca, e ne esorcizza fin dal titolo, e attraverso le giullaresche e funamboliche imprese dei due protagonisti, l’essenza piů mostruosa. Rimangono celebri gli esilaranti e geniali guizzi comici – l’inseguimento del (sensibile…) figlio del conte ai danni del riluttante Alfred, o la sequenza del ballo – che fecero della pellicola il capostipite di tentativi satireggianti e parodistici a venire (in uno di questi, Andy Warhol’s Blood for Dracula, tra l’altro girato in Italia, lo stesso Polanski compare in un cammeo non accreditato), e un esempio intelligente di come divertire, mantenendosi lontano da eccessi grotteschi, pur senza sacrificare una venata impronta stilistica.

pubblicata il 06-10-2009

 

Per favore, non mordermi sul collo! Foto

 

Per favore, non mordermi sul collo! citazioni

Mi ha preso per un cretino quel necrofilo.

 

Per favore, non mordermi sul collo! curiosità

Il film č stato portato sui palcoscenici di Vienna dieci anni dopo la sua produzione in una versione teatrale, sotto la direzione dello stesso Polanski.

 

Per favore, non mordermi sul collo! commenti

 
 
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