Silence Recensione

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Alla base di Silence, nuova opera di Martin Scorsese, c’è un argomento affascinante quanto spinoso: il rapporto con il Trascendente, in particolare la concezione cristiana di un Dio caratterizzato dalla stridente compresenza di un amore universale per le sue creature e l’assordante silenzio alle domande dei credenti, l’inazione totale nei confronti dei loro patimenti. Per parlare di questa insondabilità dei progetti divini, Scorsese recupera - insieme al co-sceneggiatore Jay Cocks - il romanzo storico "Silenzio", dello scrittore giapponese Shūsaku Endō, che racconta le vicissitudini di due padri gesuiti nel Giappone del XVII secolo, epoca delle persecuzioni subite dai cristiani durante il periodo Tokugawa.

Se il protagonista principale è Padre Sebastião Rodrigues (Andrew Garfield), accompagnato nella prima metà del film da Padre Francisco Garrpe (Adam Driver) alla ricerca di Padre Cristóvão Ferreira (Liam Neeson), un ruolo fondamentale è proprio quello di quest’ultimo missionario, che ci introduce al contesto della storia nel prologo e che avrà un ruolo determinante in prossimità dell’epilogo. È Ferreira la ragione della partenza dei confratelli e sarà lui a dettare a Rodrigues un esempio per come interagire con un Giappone che rifiuta l’accettazione del Vangelo e ne perseguita i seguaci. La ricostruzione dei contesti è interessante: i paesaggi rurali dell’antico Giappone, ripetitivi ma coerenti, e i personaggi, costruiti con attenzione e in alcuni casi davvero ben resi dagli interpreti; fra di essi Neeson si distingue molto più di Garfield e Driver, insieme a Yōsuke Kubozuka nel ruolo del debole eppur fedele Kichijiro.

La peregrinazione di Rodrigues e Garrpe per i villaggi che ospitano comunità cristiane costruisce una descrizione religiosa che suscita molte e diverse emozioni: commozione e rispetto; frustrazione e fastidio. Silence non è un film che permette di discutere il tema trattato, piuttosto ne dà una visione piuttosto precisa; non cerca un confronto reale, pertanto si limita a rafforzare le convinzioni preesistenti negli spettatori, pur rappresentando palesemente la visione autoriale sull'argomento, il punto di vista di Scorsese molto più che di Endō. Malgrado la costruzione tecnica non offra il fianco a critiche di sorta, Silence è un film difficile da inquadrare per un pubblico che non sia fortemente interessato al tema portante: le due ore e quaranta minuti della sua durata contribuiscono a non renderlo uno spettacolo per tutti, sebbene scorrano meglio di quanto si possa immaginare. Nel complesso quello di Scorsese è un film che, con un altro regista, sarebbe passato giustappunto sotto silenzio. Ma rappresentando le riflessioni personali di un maestro, attirerà probabilmente un pubblico variegato, compresi coloro per i quali l’appeal di quest’ultima opera rimane decisamente limitato.

pubblicata il 12-01-2017

 

Silence citazioni

Ha denunciato Dio in pubblico e perduto la fede.

 

Silence curiosità

A fine novembre 2016 si è tenuta a Roma un'anteprima privata, davanti a un pubblico di quattrocento padri gesuiti.

 

Silence commenti

 
 
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