Nella carriera di un attore in ascesa il passaggio da coprimario a protagonista è quasi obbligatorio, utile a consolidare e magari estendere il proprio bacino d'utenza. Per Taylor Lautner, dopo la fortunata saga di Twilight che lo ha reso popolare tanto quanto Bella (Kristen Stewart) ed Edward (Robert Pattinson), l'occasione si è consolidata grazie al thriller ormonale Abduction. La trama è talmente inverosimile, esasperata e fragile da non lasciare spazio a dubbi: il film altro non è che una vetrina per il giovane attore, confezionata per celebrarne il mito tra gli adolescenti e magari con la – neppur tacita – speranza che possa trasformarsi nel nuovo fenomeno action. La sua massa muscolare viene ripresa da ogni angolazione, le suo smorfie da (falso) eroe navigato riempiono lo schermo fino alla nausea, specie quando prova a scimmiottare gli agenti Bourne e 007 con risultati demotivanti per un pubblico abituato a ben altre emozioni e infrastrutture narrative. Abduction è un film veloce, privo di suspance, dove volano pugni alla stessa velocità degli sguardi ammiccanti; fin troppo autocelebrativo e pacchiano. Sebbene il fisico di Lautner trasudi sesso da ogni poro, il film è a rischio collasso, anche tra le fan più accanite del licantropo dagli occhi teneri. Ma almeno loro avranno un valido motivo per non togliere subito il disco dal lettore: se non altro, sapranno dove focalizzare l'attenzione senza temere improvvisi attacchi di sonno.
Il trasferimento originale della Lionsgate, presentato in Italia da Moviemax Media Group, sublima (digitalmente) la prestanza scenica degli attori, rendendo convincenti i contrasti, piacevoli i livelli di nero e vivaci i colori. Attenzioni e minuzie che mettono in risalto una pulizia del quadro affascinante e meticolosa. Solo in una scena - quando l'attore si trova nell'auto lasciatagli dal padre - si nota un eccesso di grana fastidioso, probabilmente dovuto ad una cattiva illuminazione nel set; frazioni di secondo che non compromettono minimamente l'ottima resa video. Altrettanto appariscenti e variegate appaiono le location, che passano dai comodi interni di una abitazione al caos da stadio con piacevole disinvoltura, sia in termini di suono che di resa fotografica – merito di Peter Menzies Jr. Le tracce disponibili sono quelle classiche, in italiano e in lingua originale (DTS-HD Master 5.1) senza perdita di dati - una costante delle uscite ad alta definizione di film recenti. Siccome Abduction è soprattutto un film d'azione, da questo punto di vista il mix non delude le aspettative: la traccia italiana fa un buon uso del dialogo direzionale – chiaro, equilibrato - e dell'effettistica più in generale, con proiettili che impazzano e sedie che scricchiolano, per fornire un'esperienza comunque esaltante, nonostante i difetti che porta con sé una produzione così poco ispirata. A onor del vero, i cinquanta minuti di contenuti extra filmici appagheranno almeno tutti quegli appassionati desiderosi di conoscere, nei dettagli, le motivazioni che hanno spinto il loro beniamino a prendere parte al progetto.
Contenuti speciali
- Making Abduction
Un riepilogo delle situazioni e delle esperienze vissute sul set - alcune analizzate con maggiore enfasi nei contenuti successivi. Questo dietro le quinte fornisce una visione d'insieme tutto sommato esaltante e di sicuro impatto per gli spettatori più giovani: si va dallo storyboard allo sforzo fisico speso durante le sequenze d'azione; dalla preparazione psicologica dei personaggi alla logistica per gli effetti visivi. Vengono inoltre smascherati i segreti, l'intesa e l'euforia su cui il regista John Singleton ha potuto contare durante le riprese. (12' circa)
- Come si allena un eroe
In questo video si vende Lautner come nuovo e giovane eroe di film d'azione. Si comincia con la sua formazione (chiamata XMA – Arte marziale Estrema), che lo ha portato a 11 anni ad essere il più forte karateka nella sua categoria, per finire alle sfide fisiche che ha voluto affrontare in prima persona per rendere credibile, almeno da un punto di vista scenico, il suo personaggio. Da questo punto di vista la sua determinazione è ammirevole. (8' circa)
- Il diario di Taylor Lautner
L'idea, gli stunt, la sua esperienza nelle arti marziali, le riprese (con i veterani Sigourney Weaver, Alfred Molina) e tutto ciò che concerne la produzione di Abduction, raccontato in prima persona dal suo protagonista, compresa l'accesa scena del bacio tra il divo americano e Lily Collins. Feature divisa in giornate, durante l'intervista a Taylor Lautner scorrono le riprese del dietro le quinte, che portano lo spettatore a respirare la stessa aria che gli attori e la troupe hanno condiviso durante l'intero processo di sviluppo. L'entusiasmo per il progetto, almeno per Lautner, pare autentico. (18' circa)
- Gag sul set
Una simpatica raccolta di errori sul set che coinvolgono principalmente Taylor Lautner, la compagna - nel film - Lily Collins e a seguire tutti i coprimari. Un contenuto video autoironico che smorza i toni e strappa qualche risata contagiosa. (3' circa)
- Speciale italiano
Si tratta dell'unico contenuto speciale del pacchetto non presentato in alta definizione insieme al trailer originale. La clip è di breve durata e mostra alcune scene del film doppiate in italiano, inframezzate dagli interventi (in pillole) di Taylor Lautner, Lily Collins e del regista John Singleton. (2' circa)
- Trailer italiano
- Trailer originale

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